
Un canto che non è un canto, ma un cantico in nome del mio Stimato Avversario, che per inciso non ho ancora imparato a conoscere appieno. Devo però ringraziarlo, in qualche modo, perchè tutto quello che faccio in questo periodo lo faccio perchè con i suoi silenzi, mi ha stimolato al lavoro e alla riflessione. Non vorrei però fare il gioco del nemico continuando a ritornare sui suoi silenzi che stanno diventando sempre meno evidenti: è un silenzio che urla ormai, un testimone silenzioso, se lo si sa cogliere. Quello che mi piace, in più, del mio silente Avversario è il fatto che ci tiene ad accettarmi con la mia natura demoniaca; come a dire, ti voglio dalla mia parte, ma ti voglio come sei e non come non sei...